Breve introduzione al dibattito sulla storia politico/amministrativa del Trentino 1950-2013

Cles

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Premesso che queste considerazioni non vogliono assolutamente essere un trattato che voglia competere con gli ottimi studi e pubblicazioni di competenti studiosi e ricercatori di questa tematica, con un approccio sintetico e comprensibile al semplice cittadino trentino,  si riportano spunti su cui chi desidera potrà integrare con propri contributi / approfondimenti / critiche, ecc.

La provincia nasce come prospettiva di una compiuta realtà amministrativa all’interno della Regione autonoma del Trentino-Alto Adige a partire dall’accordo Degasperi-Gruber del 5 settembre 1946. e si conclude politicamente a livello internazionale nel giugno 1992.

Lo sviluppo demografico post bellico della provincia parte con circa 380.000 abitanti nel ’46 per arrivare a circa 540.000 abitanti nel 2010.

Nel corretto principio di una autonomia amministrativa, pur attraverso una lunga fase di trattativa Stato/Regione le risorse poste nella disponibilità  delle amministrazioni pubbliche della provincia sono ora rapportate a circa 9/10 degli incassi derivanti da tassazioni ed introiti di pertinenza sia locale che statale, vedi : comparazione entrate bilancio provinciale con nazionale ,  riassuntivi trasferimenti pro capite dallo stato alle regioni anno 2009 , RIEPILOGO SPESA PIANI E LIMITI al 26_08_2013 (2014-2030)  e  La provincia autonoma di Trento_ Verso il consolidamento dell’autonomia finanziaria.

Non è privo di significato aggiungere a tutto ciò informazioni attendibili  riportanti la notizia che all’inizio dell’era Dellaiana, lo stesso ha trovato in eredità di circa 2 miliardi ed alla fine del suo mandato emerge che ci lascia in eredità un debito di oltre 2 miliardi. in conclusione si è trovato a gestire un surplus di assegnazioni statali di circa un miliardo annuo rispetto al puro calcolo di confronto con le regioni a statuto ordinario ed in aggiunta a speso dal 2009 al 2012 più di 4 miliardi in 15 anni. Possiamo tirare personalmente le conclusioni.

Da una lettura dei loro dati pur aggregati, si possono fare alcune considerazioni di carattere generale:

Il rapporto dei trasferimenti statali alle regioni a statuto ordinario è mediamente di 2.434 €/abitante, mentre la media  per le regioni e provincie autonome a statuto speciale tale media è di 4.311 € / abitante.

Si osserva che sia fra le regioni a statuto ordinario che a statuto speciale vi è una forte disparità a favore delle regioni con un basso numero di abitanti; fra le prime vi sono la Basilicata e il Molise, in ordine fra le seconde vi sono la valle d’Aosta con 11.136 € / abit. , la provincia di Bolzano con 9.971 € / abit. e la provincia di Trento con 7.164 e / abit.. Con l’integrazione di altre entrate locali la disponibilità annua pro capite nel bilancio consuntivo PAT 2012 è di 8.451 € / abitante.

Si può tranquillamente dire che l’ostentata opulenza del trentino, attore principale Dellai, non è stata una gestione oculata e risparmiosa, bensì una gestione abbastanza allegra con la convinzione che i soldi non sarebbero mai calati, oggi il tonfo è alle porte.

Cavalese

Cavalese

Le critiche che vengono fatte  nei confronti del trentino da parte degli abitanti del resto d’Italia sostanzialmente sono :

1 – La provincia Autonoma  di Trento è una realtà “bonsai” del territorio trentino, annessa all’Italia nel 1918 con una realtà sia territoriale che di società civile, ordinata e laboriosa grazie alla capacità amministrative dell’impero austro ungarico di gestire con qualità e passione anche territori conquistati e di cui i trentini ancor oggi ringraziano.

2 – I trasferimenti statali e le abbondanti disponibilità di bilancio del Trentino  gli permettono senza alcuna fatica di collocarsi ai vertici  in tutte le graduatorie specifiche fatte da giornalisti e enti qualificati.

3 – Con tali disponibilità i sui abitanti possono godere di leggi e contributi che nel resto d’Italia sono una chimera.

Analizzando il quadro riassuntivo del bilancio consuntivo 2012 appena approvato e che riportiamo nella tabella sopra citata e scaricabile, si estrapolano le voci di costo che fanno in toto riferimento a tali conosciute competenze.  Ne risulta che tale incidenza è pari a circa il 37,5 % ed in valore assoluto ammonta a  1.740.266.100 € pari a  3.283,5 € / abitante.  Pur con l’integrazione per gestire le altre competenze ordinarie il totale risulta essere di 2.896.733.900 € e pari a 5.465,5 €. / abitante.

Facendo il confronto con le disponibilità delle Regioni a statuto ordinario, si osserva che per la regione Basilicata che conta un numero di abitanti analogo al Trentino ma ha sicuramente e notoriamente una condizione socio-economica molto diversa dalla nostra, il trasferimento statale complessivo è di 4.370 € / abitante . Il Trentino ha nei suoi confronti un maggiore contributo del 25% .

Dal quadro generale delineato, emerge che in questi ultimi 20 anni tale abbondante disponibilità ha permesso ai nostri amministratori di apparire, forse senza alcun merito particolare, dei validi e capaci gestori del bilancio trentino, che comunque sono le nostre sudate tasse derivanti sostanzialmente dalle attività produttive presenti sul territorio.

Soldi pubblici che, tra l’altro, li hanno abbondantemente gratificati lor e verso i quali, perciò, non abbiamo alcun debito di riconoscenza che non sia motivata ad una vera e dimostrata capacità di amministrare con il criterio del buon padre e/o madre di famiglia.

Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri  Lavarone by Transalpino-Panoramio

Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri
Lavarone
by Transalpino-Panoramio

Dobbiamo analizzare se il loro amministrare è stato un comportamento da cicale o da formiche

Parafrasando tale favola, la questione dirimente è il constatare che cosa abbiano messo o lasciato nel granaio della PAT, affinchè la comunità trentina possa affrontare l’inverno (crisi economica per non pochi anni).

Utilizzando come  indicatori di disponibilità finanziarie gestibili per nuove iniziative l’avanzo dei consuntivi e il fondo di riserva per nuove leggi con riferimento 2009, 2011, 2012 , il trend risulta in marcata flessione

Nel 2009 l’avanzo di consuntivo non vincolato era di 596.267.801 € e il fondo di riserva per nuove leggi era di 273.154.966 €.

Nel 2011 l’avanzo di consuntivo non vincolato era diventato di 464.429.222 € e il fondo di riserva per nuove leggi era diventato di  154.336.375 €.

Nel 2012 l’avanzo di consuntivo non vincolato diventa di 294.781.992 € e il fondo di riserva per nuove leggi si riduce a € 166.433.289 .

Si osserva il crollo fra il 2009 e il 2012 dell’avanzo pari al 50% mentre sul fondo di riserva si ha una riduzione del 39%.  In questo contesto si inserisce l’accordo di Milano del 2009 ( vedi relazione specifica in link) che prevede, a regime, una riduzione delle entrate provinciali stimate in circa 464 mln di € pari a circa il 10% in meno.

Questa riduzione è transitoriamente integrata dal recupero di credito dallo Stato che per i prossimi 4 anni manterrà sostanzialmente le attuali entrate annue.

E’ opinione diffusa che le crisi economica avrà necessità di maggiore welfare e contestualmente si registrerà una riduzione del Pil trentino con conseguente riduzione delle entrate dai trasferimenti statali legati all’Iva e all’Irpef.

Ci poniamo la semplice domanda: sono in  grado i politici attuali, che hanno vissuto per anni una vita da cicale, di trasformarsi in laboriose formiche?

Esempi concreti e documentati dimostrano che non sono in grado di farlo.

Occorrono persone nuove di età e/o di spirito.

La nostra lista civica territoriale vuole essere un contenitore libero da condizionamenti e luogo di dibattito e confronto politico per un rinnovamento sociale, politico, culturale del Trentino.

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