WORK IN PROGRESS – I contenuti di seguito espressi sono formulazioni di un progetto politico che è aperto a tutti i contributi per un suo miglioramento. Sono graditi ed apprezzati considerazioni, integrazioni e commenti utili ed all’interno di un dialogo costruttivo. Verrà garantita una sollecita risposta a tutti gli apporti ed alle riflessioni.

Analisi della attuale situazione politica del Trentino

TRENTO  Piazza Duomo  by Marco Vanzo/Panoramio

TRENTO
Piazza Duomo
by Marco Vanzo/Panoramio

Riteniamo di poter affermare senza tema di essere smentiti che in trentino i maggiori e più significativi partiti attuali si sono lentamente, ma inesorabilmente, trasformati in strutture e/o lobby di potere autoreferenziali.

Nel tempo hanno maturato la presunzione di reputarsi le sole forze politiche adeguate a gestire i vari livelli di comunità della nostra nazione, tanto sul piano politico quanto su quello amministrativo. Con rammarico, riteniamo che lo svilupparsi storico della vita politica, sia nazionale sia trentina, evidenzi una degenerazione molto probabilmente irreversibile nella stragrande maggioranza dei partiti presenti nel panorama politico odierno.

 Pur con ben noti elementi di criticità, tra gli anni ’50 e gli anni ’70, la vita e la partecipazione democratica alla gestione del territorio e all’utilizzo delle pubbliche risorse partiva invece sostanzialmente da organismi articolati e radicati sul territorio. Tali espressioni trovavano voce nella struttura dei partiti costituiti attraverso le sezioni locali e tramite realtà organizzate di categorie ed associazioni socio-culturali: vi era dunque la possibilità di un riferimento continuo ed un confronto al quale il politico non poteva sottrarsi, pena il proprio fallimento personale.

 Con il degrado morale di molta di quella classe politica – che nell’opinione pubblica viene identificato in senso lato come “tangentopoli” – e la conseguente discesa in campo di Berlusconi, si è passati a partiti “ad personam”, caratterizzati cioè dal dominio di leader politici più o meno validi a scapito delle idee e degli ideali. Di comune accordo, le segreterie dei partiti rimasti modificarono le leggi elettorali e le impostarono per garantire a tali leader fondatori la scaletta dei candidati “fedeli” da far eleggere ai cittadini, lasciando agli elettori solo l’opzione di determinare la percentuale di consenso ai partiti per la ripartizione degli eletti. Ovvia conseguenza è stata che per l’eletto il responsabile del proprio successo politico oggi è il leader o la segreteria centrale,  non più i cittadini del territorio che lo hanno votato. Si è assistito quindi, da parte di gran parte della classe politica, ad una sostanziale scomparsa della ricerca di un dialogo e di un rapporto pubblico sia con il singolo cittadino sia con le sue espressioni collettive organizzate. Ciò che domina oggi è un rapporto basato su richieste specifiche e private del singolo, non sempre portatore di positivi interessi collettivi.

Attuali espressioni di democrazia diretta e/o partecipata da parte di pubblici amministratori e politici nella gestione della comunità

                                                                              Iniziative da parte delle amministrazioni comunali.

ROVERETO -Il castello Panoramio by noè

ROVERETO -Il castello
Panoramio by noè

Operazione ascolto

Queste iniziative avvengono, in sostanza, immediatamente prima o all’inizio dei mandati politici ed amministrativi. Nella maggior parte dei casi, si sono dimostrate una vetrina dove i candidati/eletti presentano le proprie proposte e raccolgono indicazioni per eventuali integrazioni ai propri programmi. Specialmente in realtà molto piccole come i comuni e la stessa Provincia, la conoscenza  personale crea inevitabilmente una forma di timore di un controllo del proprio comportamento da parte di chi poi sarà chiamato ad amministrare e paura di ritorsioni negativa in presenza di possibili domande di contributo od altro.  Ne deriva che l’esporsi con critiche pubbliche viene dunque ritenuto non opportuno da parte dei singoli o delle associazioni di cittadini, con buona dose di realismo. Oggi i territori sono perciò diventati luoghi dove i candidati/amministratori  incontrano fondamentalmente i propri sostenitori, per informarli e rassicurarli sulla  bontà dei programmi, senza la promozione ed il mantenimento nel tempo di un significativo dibattito con coinvolgimento decisionale e democratico.

Giornalino/Periodico dell’Amministrazione

Anche in questo caso tale pubblicazione che avrebbe dovuto essere un tavolo di libero confronto, si è fondamentalmente ridotta ad uno strumento propagandistico-informativo e di vetrina personale della maggioranza. Le espressioni delle minoranze e di eventuali gruppi organizzati portatori di interessi collettivi hanno spazi contingentati in caratteri e righe non adeguabili di volta in volta alla dimensione delle problematiche più o meno importanti che vengono formulate. A tali contenuti, specialmente quando si rivolgono ad aspetti attinenti l’attività politica ed amministrativa, raramente viene data, né contestualmente né in seguito, una puntuale ed esauriente risposta.

Comunità Alto Garda e ledro   RIVA DEL GARDA - Torre Apponale  Panoramio by Die-Allegauselten

Comunità Alto Garda e ledro
RIVA DEL GARDA – Torre Apponale
Panoramio by Die-Allegauselten

Attività di partecipazione popolare

La possibilità di una attiva partecipazione del cittadino alla vita politica, sia nel contesto degli enti istituzionali sia in forma diretta da parte di cittadini singoli od organizzati, è al giorno d’oggi nella maggior parte dei casi assente o in qualche sporadico caso una strada difficile e tortuosa.

Per quanto riguarda l’attività interna ai vari Enti, prendendo a campione il Consiglio Provinciale, è documentato che le interrogazioni, principale strumento di dialettica fra la maggioranza e la minoranza o con i cittadini, sono un mezzo di confronto inefficace e ignorato da parte degli amministratori. A fronte di un tempo di risposta stabilito per norma in 30 giorni, il tempo medio di risposta risulta invece molto maggiore e, ad oggi, sono state fornite risposte solo all’85 % delle interpellanze.

Anche le proposte di legge da parte delle minoranze consiliari hanno una approvazione con percentuali quasi nulle.

Le cose vanno ancora peggio per quanto riguarda lo spazio che le attuali normative lasciano ai cittadini per iniziative di proposte di legge che, se approvate, diventino impegnative per gli amministratori. Oggi, per il cittadino, sono infatti possibili solo proposte di legge a carattere propositivo, senza particolare diritto del proponente di entrare nel merito nelle successive discussioni e delle mediazioni interne agli enti istituzionali a cui è demandata la trattazione di tali proposte.

Pur in queste condizioni difficili (anzi, forse sulla provocazione di esse) si riscontra all’interno degli enti istituzionali di base una vivace e variegata presenza di liste civiche. Tra queste, alcune sono prettamente strumentali a raccogliere maggiori consensi a favore di qualche candidato di coalizione, altre invece sono nate con il positivo desiderio di contribuire alla crescita della partecipazione dei cittadini al di fuori dai condizionamenti dei giochi di potere dei partiti e politici di turno. Ad oggi queste ultime liste vivono il loro impegno generalmente a favore della realtà locali di cui sono chiamate ad amministrare; sono esperienze che in buona parte dei casi durano solo una legislatura. L’esperienza umana di molti degli eletti di queste liste civiche è quella di un progressivo isolamento, in una frustrante lotta contro una struttura consolidata di potere. In nome della governabilità, e dei relativi premi di maggioranza, essi e tutte le minoranze vengono relegati al fastidioso ruolo di tappezzeria di chi governa che deve sopportarli al solo scopo di apparire all’opinione pubblica di essere un soggetto politico positivo che esercita il confronto democratico.

Nonostante ciò, sta emergendo il costante tentativo di queste presenze di superare questa emarginazione con una rete aggregativa delle attuali liste civiche. Tale rete sembra debba ancora trovare il modo di separare le presenze  strumentali di liste formatesi e finalizzate a semplici ambizioni personali da quelle concretizzatesi nel sostegno a persone mosse da puro spirito di servizio, disposte a fare anche un passo indietro nell’interesse della comunità.

Comunità-Alta-Valsugana-e-Bersntol PERGINE VALSUGANA-il Castello Panoramio-by-gigisl.jpg

Comunità-Alta-Valsugana-e-Bersntol
PERGINE VALSUGANA-il Castello
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Analisi dei comportamenti della attuale classe politica e riflessioni al riguardo da parte della gente trentina

E’ opinione diffusa che nella nostra Provincia, in questi ultimi 10 anni, i partiti al governo abbiano creato una struttura di gestione amministrativa che è sconfinata in  strutture di controllo politico del territorio: diventando un puro e semplice esercizio di potere da parte dei loro esponenti provinciali. Tale struttura trova nel sostegno trasversale fra gli stessi l’unica possibilità di perpetuarsi, nella auto-convinzione di essere politici adatti per tutte le stagioni, eliminando così alla radice qualsiasi spazio di novità di persone e di idee.

La loro strategia pre-elettorale è quella di lasciare nella loro lista solo limitati spazi a singoli “nuovi” candidati o ad alleanze con espressioni politiche e civiche minori, cercando di far apparire tali presenze come “il rinnovamento” ma con il non troppo nascosto obiettivo di prenderne  i voti (phishing elettorale) con relativa promessa di futura “particolare attenzione alle loro istanze” senza dare loro una seria opportunità di elezione. Men che meno prospettano luoghi  pubblici, stabili e trasparenti nei quali in futuro si impegneranno a confrontarsi per gestire collegialmente l’amministrare della cosa pubblica.Una volta terminata la tornata, questi elementi di novità saranno sistematicamente dimenticati. Si tratta ovviamente di una strategia trasversale che si estende, sia pur con pesi diversi, per tutte le espressioni politiche che si ritengono autonomamente consistenti e prevalenti in virtù del loro zoccolo duro elettorale.

In questo momento sullo scenario politico trentino, sia nella maggioranza che  nella opposizione, fatta salva qualche eccezione, non appaiono novità significative di discontinuità. Le novità maggiori sembrano essere fondamentalmente espressioni minori di tipo civico, fatta eccezione per FARE e soprattutto (in virtù della loro notevole consistenza numerica) e per il Movimento 5 Stelle.

Comunità della Valle di Cembra         Faver -  Segonzano  by Marco Vanzo - Panoramio

Comunità della Valle di Cembra
FAVER – SEGONZANO
Panoramio by Marco Vanzo

Riteniamo quindi indispensabile una nuova stagione politica trentina improntata al massimo rinnovo possibile della classe politica (restando ovviamente nell’alveo della democraticità). Crediamo che gli attuali politici siano in stragrande maggioranza inadeguati, sia culturalmente che progettualmente, per affrontare le nuove sfide in risposta alla crisi internazionale sia economica che culturale che ci stanno di fronte.

E’ sotto gli occhi di tutti la disaffezione dei cittadini e le  conseguente espressioni di voto definite genericamente di protesta oppure confluite nell’astensionismo elettorale. La maggioranza delle persone, sia in Trentino che nella Nazione, non credono più che la struttura dei partiti e la loro gestione amministrativa della cosa pubblica sia esercitata con spirito di servizio e che si basi concretamente sui principi costituzionali di partecipazione democratica e diretta da parte dei cittadini.

E’ subentrata la convinzione che l’amministrare la cosa pubblica sia diventata una attività che spazia fra l’ambizione personale ad una gestione del potere e la ricerca di un tornaconto. Chi partecipa ai vari livelli di gestione locale viene, il più delle volte, considerato come un individuo che si inserisce in una lobby di potere e non una persona che opera per disinteressato spirito di servizio alla comunità. Nelle realtà amministrative di piccole dimensioni emerge una forte ritrosia o addirittura paura nell’esprimere critiche puntuali e senza sconti agli errori più o meno gravi di chi ci governa. Ci conosciamo tutti, uno per uno.  A ciò si aggiunga il fatto che le notevoli risorse pubbliche PAT disponibili in passato hanno ingenerato la diffusa convinzione che vi erano contributi per tutti, bastava domandare ed aspettare senza alzare la critica oltre il  livello epidermico di uno sfogo personale.

Comunità Valsugana e Tesino   BORGO VALSUGANA Castel Telvana  Panoramio by Passator Cortese PH

Comunità Valsugana e Tesino
BORGO VALSUGANA Castel Telvana
Panoramio by Passator Cortese PH

Contemporaneamente si è persa la coscienza che chi ci amministra non gestisce le loro risorse ma quelle dei cittadini che gli danno mandato per gestirli al meglio con il criterio del buon padre di famiglia, senza sprechi, abusi di potere, favoritismi, clientelismi, ecc.

Anche il cittadino che vive il confronto politico con correttezza e passione, coscientemente o non, di fatto si sente oltre il dovuto, debitore e condizionato dal politico che facendo semplicemente il loro dovere,  ha  operato positivamente per la propria comunità locale.

Nulla di più sbagliato, dobbiamo recuperare la coscienza e convinzione che i politici, sono già completamente gratificati da quanto percepito  economicamente per l’espletamento del loro mandato. Dobbiamo recuperare la capacità di confrontarsi sui singoli problemi affrontandoli privi di condizionamenti ma con approfondimenti competenti e con risposte di buon senso condivise democraticamente con i cittadini.

Se si intende sostenere un politico, lo si deve fare per un giudizio positivo sul suo complessivo operato di capacità amministrativa ed indiscusso buon senso e mediazione, non solo perché ti ha dato contributi su opere anche necessarie ma usando le risorse economiche messe a disposizione dalle tasse pagate dai cittadini.

Comunità Val di Non               CLES  Panoramio by Gutu-Mantua

Comunità Val di Non
CLES
Panoramio by Gutu-Mantua

Quali sono gli obiettivi della nostra proposta

Presenza organica di lista civiche all’interno dei vari consigli comunali con un coordinamento territoriale strutturato e leggero, modellata con una presenza di circoli territoriali, quantomeno per ogni Comunità di Valle.

Promuovere la formazione di una nuova classe politica fatta da giovani (di età e di spirito), senza un passato politico consistente o comunque discutibile. Una classe politica che esca dal concetto di rappresentanza politica valligiana, se non persino clientelare, e che moduli il proprio operato tenendo presente le priorità e gli obiettivi programmatici comunali nel contesto provinciali  abbandonando la tentazione di una opportunistica e riduttiva visione  localistica.

Nelle prossime elezioni comunali, riteniamo che il vero salto di qualità consista nell’evitare la logica di aggregazioni limitate ad orizzonti particolaristici o quella di liste che siano strutturalmente dipendenti da singole persone. La storia politica italiana e locale ha, infatti, più volte dimostrato come singole persone, per quanto valide, finiscano tuttavia per assurgere a unici interpreti e realizzatori di un programma elettorale che invece deve compiutamente strutturalmente vivere con il costante coinvolgimento di chi ha sostenuto gli eletti, ma ancor più con l’essenziale e costante coinvolgimento alla partecipazione di tutti i cittadini, sia che siano stati i propri sostenitori che quelli di altre liste elettoralmente concorrenti.

Si intende quindi dare ai cittadini la disponibilità di  una organica presenza e attività politico-amministrativa basata su programmi condivisi e concretizzabili. Ciò sarà possibile attraverso un articolato confronto con le espressioni politiche, amministrative e di aggregazione rappresentative di istanze positive presenti nella comunità trentina.

Ci rendiamo conto che ciò che proponiamo è una grossa sfida, che può riuscire solo se non sarà un tentativo di pochi. Riteniamo comunque doveroso mettere il nostro progetto a disposizione della Comunità trentina quale possibile alternativa ispirata ad un vero recupero della partecipazione diretta e democratica all’amministrazione della cosa pubblica.

Queste sono semplici e fondamentali riflessioni, ancorchè iniziali, e verranno sviluppate con maggior approfondimento in seguito agli auspicabili futuri commenti di chi sarà disposto ad affrontare questa sfida.

l nostro indirizzo e-mail è : rinnovamentodemocraticopopolar@gmail.com